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RELIQUIARIO FRANCESCANO, VERA CROCE, LATTE DI MARIA con DOCUMENTO

RELIQUIARIO FRANCESCANO, VERA CROCE, LATTE DI MARIA con DOCUMENTO

Prezzo di listino €4.200,00 EUR
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ref: #RK00-885

Raro reliquiario ovale in bronzo, vetrato sul fronte, contenente numerose insigni reliquie, accuratamente presentate su fondo di seta rossa, colore onnipresente nella liturgia cristiana, simbolo del Sangue di Cristo e del suo sacrificio redentore.

Si distinguono chiaramente le antiche etichette manoscritte che identificano le sante reliquie:

Lign. SS. Cruc. – Legno della Santa Croce
Prezioso frammento del legno sul quale fu crocifisso Cristo. Centro spirituale del reliquiario, presentato in forma di croce radiante.

Lac. B. M. V. – Latte della Beata Vergine Maria
Reliquia di eccezionale rarità: particelle del latte della Santa Vergine, conservate e venerate da secoli. Preziosa testimonianza della devozione mariana, simbolo di maternità spirituale e di protezione.

S. Anne Matr. – Sant’Anna, madre della Vergine
Madre di Maria e nonna di Gesù, onorata fin dai primi tempi del cristianesimo. La sua figura incarna la trasmissione, la dolcezza e le radici della fede.

S. Viti. M. – San Vito ( San Guido ), martire
Giovane martire dal culto antico e popolare, invocato contro le malattie nervose e i disturbi. La sua presenza in un reliquiario sottolinea la protezione fisica e spirituale.

S. Christoph. M. – San Cristoforo, martire
Il grande portatore di Cristo, protettore dei viaggiatori e dei pellegrini, simbolo di passaggio e di forza. Il suo culto è tra i più diffusi in Europa.

S. Iren. V. M. – Sant’Irene, vergine e martire
Modello di castità e fedeltà, testimone di una fede senza compromessi. Il suo nome evoca la serena vittoria dell’anima sulla persecuzione.

S. Marinae V.M. – Santa Marina, vergine e martire
Giovane martire la cui purezza e il cui coraggio sono venerati tanto nella tradizione orientale quanto in quella latina. La sua presenza richiama la costanza delle prime cristiane nella prova.

S. Vinc: Ferr. – San Vincenzo Ferrer
Domenicano spagnolo, grande predicatore e taumaturgo († 1419). Instancabile apostolo, invocato per la conversione dei cuori e la pace delle anime.

S. Franc. de Paul – San Francesco di Paola
Fondatore eremitico dei Minimi († 1507), uomo di miracoli e di rigorosa ascesi. Patrono dei marinai, modello di solitudine gioiosa e di carità austera.

S. Vinc de Paoli – San Vincenzo de’ Paoli
Fondatore delle opere moderne di carità, apostolo dei poveri e degli abbandonati. Il suo nome resta associato alla compassione attiva e concreta.

S. Rochi. C. – San Rocco, confessore
Protettore contro la peste e le epidemie, riconoscibile dal bastone e dal cane. Simbolo di intercessione e di soccorso nelle malattie.

Cultra S. Alfons. d: lig: – Sant’Alfonso Maria de’ Liguori
Fondatore dei Redentoristi († 1787), Dottore della Chiesa, maestro di morale e di compassione. Il suo culto rimane molto vivo nei paesi cattolici.

Vest: S. Franc. d Hier – Reliquia di veste di San Francesco d’Assisi
Frammento tessile legato all’abito del Poverello d’Assisi, testimonianza materiale di una vita di povertà evangelica e di fervore mistico.

L’insieme è disposto con equilibrio attorno alla Croce centrale, sotto vetro originale. Sul retro, il sigillo in ceralacca rossa di un guardiano francescano e i fili di seta originali, perfettamente conservati.

Il reliquiario è accompagnato da un documento autentico originale rilasciato nel 1850 da frate Elia, religioso francescano dell’Osservanza, attestante l’autenticità delle reliquie in esso contenute.

«Io sottoscritto, frate Elia di Sobas, dell’Ordine dei Frati Minori, di Capriano e guardiano del venerabile convento di San Francesco di Capriano, attesto di aver ricevuto da luoghi autentici le seguenti undici sacre reliquie:

cioè: particelle del legno della Santa Croce di Nostro Signore Gesù Cristo; della pietra sulla quale cadde la santa Beata Vergine Maria, comunemente detta “Latte della Vergine”; ossa di sant’Anna, madre della Beata Vergine Maria; di san Vito martire; di san Cristoforo martire; di sant’Irene vergine e martire; di santa Marina vergine e martire; di san Vincenzo Ferrer; di san Francesco di Paola; di san Vincenzo de’ Paoli; di san Rocco confessore; di sant’Alfonso Maria de’ Liguori, proveniente dal suo culto; e della veste di san Francesco di Hyerosimo, confessore.

Tutte queste le ho piamente deposte in un reliquiario di forma ovale, munito di un unico cristallo nella parte anteriore, solidamente legate con filo di seta rossa e contrassegnate per la loro identità dal sigillo impresso in cera rossa del mio ufficio, per la maggior gloria di Dio e la venerazione delle suddette reliquie.

In fede di che.

Dato nel convento di San Francesco di Capriano, il 13 marzo, nell’Anno Giubilare 1850.

Frate Elia di Sobas, guardiano di Capriano.»

Da segnalare: una piccola scheggiatura del vetro sul bordo.

Costituiti fin dall’origine come complessi insiemi devozionali destinati ad uso conventuale o istituzionale, questi reliquiari compositi — la cui rarità storica risiede nel rigoroso controllo della raccolta e dell’autenticazione — si incontrano oggi solo eccezionalmente nei circuiti specializzati internazionali, il più delle volte provenienti da antiche collezioni private o religiose rimaste intatte.

EPOCA : 1850
DIMENSIONE : 8,5 × 7 cm
MISURA : 3,4" × 2,8"

Un Anno Giubilare è un solenne anno di grazia istituito dalla Chiesa cattolica per invitare i fedeli alla penitenza, ai pellegrinaggi e alla ricezione delle indulgenze. Trae origine dalle prescrizioni dell’Antico Testamento, dove ogni cinquant’anni l’anno giubilare ristabiliva la libertà, cancellava i debiti e restituiva la terra ai proprietari. Il primo giubileo cristiano fu proclamato nel 1300 da Bonifacio VIII e, dopo vari aggiustamenti, l’intervallo regolare fu fissato a venticinque anni affinché ogni generazione potesse viverne uno. Il giubileo si manifestava soprattutto a Roma con l’apertura delle Porte Sante e l’afflusso di pellegrini da tutto il mondo. Per diversi secoli questa pratica si svolse con regolarità e i giubilei ordinari scandirono la vita spirituale della Chiesa.

Solo nel XIX secolo tale continuità fu interrotta: 1800 non fu celebrato a causa delle guerre napoleoniche, in un contesto di conflitti e occupazione. Il giubileo del 1850, al quale è legato il nostro certificato, fu esso stesso ostacolato dai disordini politici seguiti alla Repubblica Romana e all’esilio del Papa. Tuttavia, anche se le grandi cerimonie pubbliche furono limitate, l’anno era stato ufficialmente proclamato giubilare da Pio IX e conservava tutto il suo valore spirituale. I fedeli potevano ottenere le indulgenze, i religiosi continuavano a menzionarlo e gli atti ecclesiastici restavano datati «nell’Anno Giubilare». È in questo quadro che frate Elia redige il suo certificato nel convento di San Francesco di Capriano: egli inscrive il suo gesto nel tempo liturgico del giubileo, nonostante le circostanze esterne impedissero a Roma di celebrare con solennità. Quello del 1875, pur proclamato, si svolse senza fasto né cerimonie pubbliche: Roma era stata appena annessa al Regno d’Italia e il Papa, ritirato in Vaticano, non intendeva celebrare nulla al di fuori della propria giurisdizione.

La tradizione riprese veramente il suo corso solo con il giubileo del 1900, sotto Leone XIII, che segnò il ritorno delle grandi celebrazioni e dell’afflusso dei pellegrini. Da allora i giubilei si sono succeduti regolarmente ogni venticinque anni e questa tradizione prosegue ancora oggi, offrendo a ogni generazione l’opportunità di vivere un anno di grazia nello spirito dei giubilei medievali.

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