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ACQUASANTIERA DIABOLICA IN TERRACOTTA, XVII SECOLO

ACQUASANTIERA DIABOLICA IN TERRACOTTA, XVII SECOLO

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ref: #RK00-879

Raro acquasantiera murale in terracotta policroma raffigurante una testa demoniaca con la lingua sporgente. Il pezzo, di grande forza espressiva, presenta un volto ghignante dai tratti esasperati, orecchie appuntite, corna ricurve, sguardo furioso e lingua pendente, secondo un’iconografia volutamente terrificante destinata a tenere il Male a distanza.

Sotto lo strato pittorico antico affiora la terracotta rossa, testimoniando una patina autentica formatasi nel corso di diversi secoli. Nonostante alcune piccole scheggiature e una fessurazione antica stabilizzata, l’insieme risulta notevolmente ben conservato per un oggetto liturgico del XVII secolo.

L’uso di una figura diabolica come acquasantiera può sorprendere. Tuttavia, tali oggetti appartengono a una tradizione apotropaica oggi quasi scomparsa: utilizzare l’immagine stessa del demonio per domarlo, umiliarlo e allontanarlo dai luoghi sacri. In alcune chiese rurali delle regioni alpine e meridionali, sotto le vasche dell’acqua benedetta venivano scolpiti volti ghignanti, talvolta apertamente demoniaci, la cui deformità e l’espressione infernale dovevano spaventare le influenze maligne e ricordare che il Male era letteralmente posto sotto il sacro. La testa, relegata in basso, sorreggeva la vasca come un servitore sconfitto, condannato a portare l’acqua benedetta che temeva. Così, la creatura odiata si trovava costretta — quasi umiliata — a servire la benedizione stessa.

Chi intingeva le dita nell’acqua sopra questa figura infernale compiva un gesto protettivo, carico di una pietà intuitiva e antica, in cui il timore del demonio non veniva opposto alla potenza della grazia, ma utilizzato insieme ad essa per tenere a distanza l’invisibile. Pochissimi esemplari sono giunti fino a noi; la maggior parte fu distrutta nel XIX secolo durante le purificazioni e i rimaneggiamenti delle chiese, giudicati troppo popolari, troppo inquietanti o troppo legati alle antiche tradizioni simboliche.

Uno dei rarissimi acquasantieri demoniaci conservati all’interno di un edificio religioso è quello della chiesa di Rennes-le-Château, divenuto celebre per i misteri legati all’abbé Bérenger Saunière. Questa acquasantiera, che raffigura un diavolo inginocchiato mentre sorregge la vasca, appartiene alla medesima tradizione: deviare la figura del Male per trasformarla in un servitore suo malgrado, ricordando che persino il diavolo può essere costretto a portare l’acqua benedetta. Il confronto tra quell’esemplare e il presente è evidente: la stessa tensione tra sacro e grottesco, lo stesso uso paradossale di un’iconografia infernale in un contesto cristiano, la stessa fascinazione per l’ambiguità spirituale.

Le acquasantiere demoniache figurano oggi tra gli oggetti liturgici più rari del cattolicesimo popolare. Questo tipo di oggetto si colloca all’incrocio tra l’antico cattolicesimo popolare, la magia protettiva rurale e le prime forme di esoterismo cristiano. Testimonia pratiche popolari spesso assenti dalle fonti scritte, ma profondamente radicate nella cultura religiosa del XVII secolo. Vi si riconosce una teologia vissuta e istintiva, in cui il timore del demonio convive con la certezza che i sacramentali — qui, l’acqua benedetta — trionfano su tutte le potenze infernali.

Stato: Usura antica, policromia scrostata, fessurazione stabilizzata — stato coerente con l’età e l’uso.
EPOCA : XVII secolo
DIMENSIONI : circa 24 cm × 20 cm
MISURE : ca. 9,4" × 7,8"

Al di là del suo valore storico, l’oggetto possiede una presenza particolarmente forte, quasi teatrale. La sua potenza simbolica — in parte religiosa, in parte esoterica — ne fa un pezzo eccezionale per collezionisti di arte sacra popolare, oggetti apotropaici o manufatti legati al demoniaco nella cultura cristiana.

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