RELIQUIARIO DELLA VERA CROCE + DOCUMENTO
RELIQUIARIO DELLA VERA CROCE + DOCUMENTO
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Questo reliquiario a forma di croce è un prezioso oggetto di devozione, concepito per custodire e proteggere una reliquia della Vera Croce, cioè un frammento proveniente dal legno della croce di Cristo. L’insieme è interamente realizzato in filigrana d’argento, una raffinata tecnica di oreficeria che consiste nell’attorcigliare e saldare sottili fili metallici per formare motivi delicati e traforati. Il risultato è una struttura al tempo stesso leggera ed elegante, in cui si intrecciano volute, arabeschi e spirali decorative. Questo tipo di ornamentazione è caratteristico dell’arte barocca dei secoli XVII e XVIII, un periodo durante il quale la Chiesa cattolica cercava di esaltare la bellezza e lo splendore degli oggetti sacri per suscitare ammirazione e fervore.
Al centro della croce, dietro piccole finestrelle di vetro, riposa un frammento di legno, disposto verticalmente, identificato come una reliquia della Croce di Cristo. La presenza di questo frammento lo rende un oggetto di inestimabile valore spirituale per i fedeli, che vedevano in queste reliquie un contatto tangibile con la Passione e il sacrificio redentore di Gesù. Attorno al frammento, inseriti in minuscole cartelle, si trovano piccoli foglietti manoscritti, chiamati tituli. Queste etichette, redatte in latino, precisano l’origine e la natura della reliquia, servendo così alla sua identificazione e al riconoscimento ufficiale da parte delle autorità ecclesiastiche.
EX Ligno Sanctae Crucis Domini nostri Jesus Christi
→ Dal legno della Vera Croce di Nostro Signore Gesù Cristo.
Il reliquiario è accompagnato da un documento autentico originale rilasciato da Frate Antonio Ligi-Bussi Urbinas nel 1861, che certifica l’autenticità delle reliquie contenute al suo interno.
"Frate Antonio Ligi-Bussi Urbinas, dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, per grazia della Sede Apostolica Arcivescovo di Iconio, Abate commendatario di San Lorenzo fuori le Mura, Prelato domestico di Sua Santità, Assistente al trono pontificio e Vicario generale di Sua Santità per la città di Roma.
A tutti e a ciascuno che leggeranno le presenti lettere, facciamo sapere e attestiamo, per la maggior gloria di Dio onnipotente e per l’edificazione dei fedeli, che abbiamo riconosciuto e autenticato sacre particelle del legno della Vera Croce di Nostro Signore Gesù Cristo.
Queste reliquie, estratte da luoghi autentici, le abbiamo piamente collocate in un reliquiario a forma di croce d’argento, provvisto di cristallo, ben chiuso, legato con un cordone di seta rossa e segnato con il nostro sigillo. Le abbiamo affidate perché siano conservate, donate o trasmesse fuori dalla Città, e perché siano esposte alla pubblica venerazione dei fedeli in qualsiasi Chiesa, Oratorio o Cappella pubblica.
In fede di ciò, abbiamo ordinato che queste presenti lettere siano redatte e munite della nostra sottoscrizione e del sigillo delle nostre armi.
Dato a Roma, nella nostra residenza, il 22 settembre 1861."
Non aperto.
Sigillo ecclesiastico e fili di seta presenti.
I reliquiari contenenti una reliquia del Lignum Crucis figurano tra gli oggetti di devozione più rari oggi accessibili. Fin dai primi secoli del cristianesimo, i frammenti della Vera Croce furono sottoposti a una sorveglianza e a una conservazione eccezionalmente rigorose, essendo custoditi principalmente in grandi santuari e tesori ecclesiastici.
Le autentiche rilasciate nel XIX secolo a corredo di queste reliquie venivano concesse con grande parsimonia, spesso a comunità religiose o a fedeli di alto rango. La loro presenza oggi in condizioni integre, con reliquiario sigillato e documento originale, rappresenta una rarità eccezionale sul mercato.
EPOCA : 1861
DIMENSIONE : 8,5 cm X 6 cm
MISURA : 3,4" X 2,2"
Antonio Ligi-Bussi (1799–1862) fu un frate francescano conventuale originario di Urbino, in Italia. Entrato giovanissimo nell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, fece della spiritualità francescana l’asse centrale della sua vita. Il suo percorso esemplare all’interno della famiglia francescana gli valse di essere chiamato a Roma, dove assunse crescenti responsabilità al servizio della Santa Sede. Nel 1840 fu nominato arcivescovo titolare di Iconio, rimanendo però profondamente legato alla sua identità di frate minore. Fu poi abate commendatario di San Lorenzo fuori le Mura e soprattutto vicegerente della diocesi di Roma, incarico che ricoprì dal 1851 fino alla sua morte. In conformità alla tradizione francescana di servizio e umiltà, si dedicò alla diffusione delle reliquie, alla loro autenticazione e alla promozione della devozione popolare. I suoi sigilli e le sue firme figurano su numerosi reliquiari del XIX secolo, a testimonianza della sua missione di garantire la continuità della pietà cattolica. Morì a Roma nel 1862, lasciando l’immagine di un prelato fedele allo spirito di san Francesco, capace di coniugare la dignità episcopale con la semplicità francescana.
