RELIQUIARIO DELLA SACRA SINDONE E DI SAN GIUSTINO
RELIQUIARIO DELLA SACRA SINDONE E DI SAN GIUSTINO
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Raro reliquiario del XVIII secolo, di forma ottagonale, con facciata vetrata, contenente una reliquia associata alla Sacra Sindone nonché una reliquia di san Giustino, filosofo e martire.
Le reliquie sono disposte su un fondo di tessuto chiaro e riccamente incorniciate da un delicato decoro in paperoles a bordo dorato, che forma una rete di volute e motivi raggianti evocanti simbolicamente la gloria celeste e la santità.
La reliquia associata alla Sacra Sindone è identificata da un’antica etichetta manoscritta in latino recante l’iscrizione: « In Sacri ».
Questa iscrizione designa un frammento proveniente da un elemento sacro (in sacri), formula impiegata nel linguaggio ecclesiastico per qualificare reliquie legate a grandi oggetti di devozione o a tessuti della Passione. Nel caso della Sacra Sindone — conservata come reliquia di primissimo ordine e circondata da una venerazione eccezionale —
La reliquia di san Giustino è invece chiaramente indicata da una seconda etichetta manoscritta in latino:
« S. Iustin. m. » (abbreviazione di Sanctus Iustinus martyr).
Al centro, una rappresentazione stilizzata del corpo di Cristo recante i segni della Passione — piaghe delle mani, dei piedi e del costato — rafforza la lettura devozionale dell’insieme e stabilisce un legame visivo e teologico tra la Sacra Sindone e la testimonianza del martirio cristiano.
L’insieme è conservato in buono stato d’uso, con il suo vetro antico, i materiali originali e una presentazione interna integra, conforme alle pratiche di montaggio devozionale del XVIII secolo. La composizione è rimasta sigillata e non è stata smontata, il che garantisce l’autenticità della disposizione delle reliquie.
Le reliquie associate alla Sacra Sindone sono particolarmente rare e sono sempre state trattate con grande riservatezza dalla Chiesa, la cui diffusione era strettamente regolamentata. Erano destinate alla venerazione privata o conventuale e non a un’esposizione pubblica.
Anche le reliquie di san Giustino sono poco comuni. Martirizzato a Roma nel II secolo, le sue reliquie furono presto frammentate e disperse, conservate principalmente nelle catacombe e in alcune basiliche romane. I frammenti autenticati giunti fino a noi sono rari e per lo più integrati in antichi reliquiari di devozione colta.
L’assenza di un sigillo episcopale visibile si spiega con la destinazione originaria di questo reliquiario, concepito per un uso di devozione privata o conventuale nel corso del XVIII secolo. In quell’epoca, i piccoli reliquiari a paperoles, assemblati secondo pratiche artigianali specifiche e sigillati fin dal loro montaggio, non erano sistematicamente provvisti di un sigillo esterno, in particolare quando non erano destinati alla circolazione pubblica né a una traslazione ufficiale. La garanzia di autenticità si fondava allora principalmente sulla presenza delle etichette manoscritte in latino, sulla coerenza iconografica e teologica della composizione, nonché sull’integrità della presentazione interna rimasta intatta. Questo tipo di montaggio, rimasto chiuso e non smontato fin dall’origine, corrisponde a una tradizione devozionale antica e non costituisce in alcun modo un’anomalia per un reliquiario di tale natura e periodo.
EPOCA: XVIII secolo
DIMENSIONI: circa 8 × 6,5 cm
MISURA: circa 3.1" × 2.6"
San Giustino, nato intorno all’anno 100 a Flavia Neapolis (l’attuale Nablus), fu uno dei maggiori pensatori del cristianesimo primitivo. Filosofo formato nelle scuole greche — stoica, peripatetica e platonica — cercò per tutta la vita la verità attraverso la ragione prima di riconoscere nel cristianesimo il compimento ultimo della ricerca filosofica.
Convertitosi alla fede cristiana, conservò il mantello del filosofo e si presentò come filosofo cristiano, convinto che la fede non abolisse la ragione, ma la conducesse alla sua pienezza. Nelle sue Apologie e nel Dialogo con Trifone difese i cristiani davanti alle autorità romane e intrattenne un dialogo esigente con la filosofia pagana e il giudaismo.
Sotto il regno di Marco Aurelio, denunciato per la sua fede, Giustino rifiutò di sacrificare agli dèi pagani. Fu condannato e decapitato a Roma intorno al 165. Il suo martirio suggellò una vita interamente consacrata alla verità, vissuta fino alla testimonianza suprema.
Venerato come santo e martire sia in Oriente sia in Occidente, san Giustino rimane una figura eminente della storia cristiana, simbolo dell’unione tra fede, ragione e coraggio spirituale. La sua festa si celebra il 1º giugno.
