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RARISSIMA GRIGLIA DI CONFESSIONALE

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RARISSIMA GRIGLIA DI CONFESSIONALE

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ref: #RK00-937

Di presenza oscura e intensamente evocativa, questa antica griglia di confessionale appartiene a quegli oggetti religiosi oggi quasi scomparsi, testimonianze materiali di pratiche spirituali intime e silenziose. Concebita per stabilire una separazione sacramentale durante l’amministrazione del sacramento della penitenza, materializzava uno spazio invisibile in cui si intrecciavano confessione, assoluzione e segreto.

La sua cornice in legno massiccio, di costruzione volutamente semplice e arcaica, racchiude una lastra di metallo traforato che forma una croce stilizzata circondata da motivi spiraliformi primitivi. Dietro questa griglia austera si svolgevano scambi sussurrati, nella penombra e nella riservatezza imposta dalla disciplina religiosa. L’oggetto evoca direttamente la tensione spirituale propria del momento della confessione, frontiera simbolica tra la colpa rivelata e il perdono concesso.

Destinato a un uso concreto e ripetuto, questo tipo di dispositivo utilitario è quasi completamente scomparso con l’evoluzione delle pratiche liturgiche. Gli esemplari conservati sono oggi di estrema rarità, la maggior parte essendo stata distrutta, riutilizzata o semplicemente perduta nel tempo. La sopravvivenza di un pannello di confessionale così antico costituisce dunque una testimonianza eccezionale delle forme discrete e talvolta rudimentali della vita religiosa di un tempo.

Per la sua falegnameria primitiva, la semplicità della sua ferratura e la sua patina profondamente antica, questo pezzo può essere collocato con sicurezza tra la fine del XVII secolo e l’inizio del XVIII secolo.

Oggetto carico di mistero e memoria, quasi inquietante nella sua sobrietà, questo pannello di confessionale rappresenta una grande curiosità religiosa — un pezzo raro e potente destinato ai collezionisti di oggetti spirituali antichi e ai gabinetti di curiosità.

EPOCA : fine XVII / inizio XVIII secolo
DIMENSIONI : 44 cm × 40 cm
DIMENSIONE : 17,3" × 15,7"

I confessionali compaiono progressivamente nella storia cristiana quando la confessione delle colpe abbandona la sfera pubblica per diventare un atto intimo, quasi segreto. Con l’affermarsi della confessione individuale, la Chiesa introduce dispositivi destinati a preservare la distanza rituale tra sacerdote e penitente. Fin dal Rinascimento, queste strutture assumono una forma riconoscibile: spazi chiusi, spesso stretti e oscuri, dove la parola diventa sussurro e la coscienza si confronta con sé stessa.

Nella penombra di questi luoghi carichi di silenzio, i confessionali diventano veri teatri spirituali. Dietro una griglia traforata o nell’ombra di un pannello di legno, le confessioni si scambiano a bassa voce, cariche di angoscia, contrizione e speranza. Questi oggetti, creati per una funzione sacra ma profondamente umana, conservano oggi un’aura singolare, quasi inquietante. Sembrano custodire la memoria invisibile delle colpe confessate, dei segreti affidati e delle assoluzioni concesse.

Con il tempo, i confessionali hanno acquisito una dimensione che supera il loro semplice ruolo liturgico. Divenuti simboli materiali di colpa, perdono e redenzione, affascinano tanto quanto intrigano. Discreti sopravvissuti di una spiritualità intensa e talvolta austera, occupano oggi un posto privilegiato nelle collezioni di oggetti religiosi antichi e nei gabinetti di curiosità, dove la loro presenza continua a evocare il mistero della coscienza umana e la ricerca senza tempo della pace interiore.

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