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PUGNALE DEI DANNATI – XIX SECOLO

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PUGNALE DEI DANNATI – XIX SECOLO

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ref: #RK00-843

Pugnale rituale in bronzo e acciaio, profondamente segnato da un’iconografia demoniaca. Il pomolo raffigura un demone cornuto, dal volto espressivo e inquietante, in piedi in atteggiamento ieratico, mano sul petto, come guardiano o intermediario tra il mondo degli uomini e quello degli spiriti. La guardia, formata da due serpenti affrontati con le fauci aperte, incarna la dualità della conoscenza proibita, simbolo universale di tentazione e di potere occulto.

Il fodero costituisce un vero cammino verso l’Inferno: dispiega una scena drammatica in cui dannati e demoni si intrecciano in una lotta senza via d’uscita. I corpi nudi precipitati verso il basso evocano la caduta delle anime, avvolte da creature mostruose e ibride. All’estremità, una maschera ghignante con la lingua fuori raffigura la bocca dell’Inferno, bocca divorante che inghiotte i condannati.

La lama, diritta, a sezione romboidale, affilata in punta, dotata di due taglienti, una doppia scanalatura e un dorso centrale, prolunga questo linguaggio simbolico: canalizza l’energia dell’oggetto, vero strumento rituale destinato ad accompagnare pratiche occulte e cerimonie.

Con la sua decorazione, questo pugnale illustra la contrapposizione tra forze infernali e umane, tra dannazione e potere, e incarna il ruolo dell’arma come vettore di passaggio, di dominazione e di invocazione. Si impone come un pezzo eccezionale, al crocevia tra esoterismo, arte e rituale.

 

EPOCA : XIX secolo
LUNGHEZZA TOTALE : 24cm / 9.5"
LUNGHEZZA DELLA LAMA : 12cm / 4.7"

Nel satanismo, il serpente è talvolta usato come simbolo di ribellione contro le norme stabilite e i dogmi religiosi. Può rappresentare il rifiuto dell’autorità e la ricerca della libertà individuale. Alcuni movimenti satanisti vedono nel serpente una rappresentazione di Satana stesso, in riferimento a nozioni di forza, sensualità e potere personale.
Il serpente può anche essere percepito come simbolo di inganno, malizia e potere distruttivo, riflettendo la dualità insita nella natura umana e nell’universo stesso. In molte tradizioni è associato a figure mitologiche come il serpente tentatore del giardino dell’Eden nella tradizione biblica o il serpente Ouroboros, che si morde la coda per simboleggiare il ciclo eterno della vita, della morte e della rinascita.


Le origini delle armi occulte risalgono alle credenze più antiche dell’umanità. È frequente ritrovare, presso le civiltà precolombiane così come presso gli Shang, coltelli rituali realizzati in selce, oro o giada. I guerrieri gallici, guidati da Vercingetorige, attribuivano alle loro spade il potere di catturare l’energia vitale delle loro vittime impregnandole del loro sangue, trasformandole così in oggetti “animati”. Nel Medioevo, le streghe si servivano dell’arthame, un coltello magico, per compiere operazioni misteriose. L’importanza dei pugnali misteriosi perdurò persino in epoca romantica, quando venivano utilizzati in rituali di iniziazione di società segrete e in oscure cerimonie di messe nere, conserv

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