MALLEUS MALEFICARUM (1610) – Il martello delle streghe
VENDUTO — Questo oggetto fa ora parte di una collezione privata
MALLEUS MALEFICARUM (1610) – Il martello delle streghe
I nostri prezzi sono in euro; i prezzi convertiti in dollari o in altre valute possono variare in base al tasso di cambio.
Spedizione internazionale gratuita – consegna sicura e protetta
ref: #RK00-B254Impossibile caricare la disponibilità di ritiro
Malleus Maleficarum – Trattato di demonologia e repressione giudiziaria
Europa cattolica, 1610
Stampato nel 1610, questo esemplare del Malleus Maleficarum si inserisce nella lunga fortuna di un testo redatto alla fine del XV secolo e divenuto, nel corso dei decenni, uno dei fondamenti dottrinali e giuridici della lotta istituzionale contro le pratiche ritenute demoniache. A questa data, il Malleus non è più una novità polemica, ma un’opera solidamente integrata nell’arsenale intellettuale delle autorità ecclesiastiche e civili, utilizzata per definire, qualificare e inquadrare giuridicamente le accuse di stregoneria e di alleanza con il demonio.
Intitolato Malleus Maleficarum — letteralmente «Il martello delle streghe» — questo libro è noto anche, nella tradizione storica e nell’immaginario collettivo, come il libro delle streghe, in ragione del suo ruolo centrale nella definizione e nella repressione giudiziaria delle pratiche giudicate demoniache.
Il volume si presenta nella forma di un grande in-folio, formato caratteristico dei libri di potere destinati alla consultazione collettiva e all’uso istituzionale. Non si tratta di un libro per la lettura privata né di un manuale devozionale, ma di un’opera concepita per essere appoggiata, aperta, consultata e discussa in un contesto giudiziario, universitario o ecclesiastico. Le sue dimensioni, il suo spessore e il suo peso esprimono una funzione di autorità: il testo che contiene non mira a consolare o a proteggere, ma a giudicare, classificare e condannare.
La legatura originale in pelle di vitello, con nervature rilevate e riquadri dorati, presenta una patina profonda e omogenea, testimonianza di un uso antico e prolungato. La deliberata assenza di un titolo visibile al dorso, pratica frequente nelle biblioteche istituzionali dell’epoca, conferisce al volume un carattere quasi anonimo, nel quale il libro non esiste più come opera d’autore ma come strumento. Si tratta di un oggetto di lavoro, inserito in un corpus più ampio di testi giuridici e teologici destinati a regolamentare l’azione repressiva di fronte a ciò che veniva percepito come l’irruzione del male nella società cristiana.
A differenza dei manuali rituali di esorcismi e benedizioni, il Malleus Maleficarum non agisce attraverso la parola sacramentale né il rito. Interviene a monte, sul terreno del diritto, della procedura e dell’argomentazione teologica. Costituisce il versante giudiziario della lotta contro il demonio, là dove altri libri cercano di respingerlo o di costringerlo mediante formule rituali. Non scaccia il male: lo designa, lo qualifica e lo condanna.
Attraverso le sue pagine si dispiega un mondo in cui la paura è codificata, il sospetto diventa metodo e la confessione — spesso ottenuta sotto costrizione — sigilla il destino dei corpi e delle anime. Il demonio non è mai astratto: è concepito come una presenza attiva, nascosta nel cuore della società cristiana, e alla giustizia umana è affidato il compito di agire come tramite della giustizia divina. Il Malleus accompagna così una pratica giudiziaria in cui la tortura è ammessa come strumento di verità e la repressione è intesa come una necessità spirituale.
Per il suo formato, la sua datazione e la sua materialità, questo Malleus Maleficarum del 1610 resta un testimonianza fondamentale del modo in cui l’Europa cattolica dei primi decenni del XVII secolo concepiva e organizzava la repressione delle pratiche ritenute demoniache. Si inserisce pienamente nella storia dei libri di potere: opere concepite non per descrivere il male, ma per consentire all’istituzione di nominarlo, circoscriverlo e colpirlo.
Descrizione bibliofila
Volume in-folio. Legatura originale in pelle di vitello con nervature rilevate e riquadri dorati, patina omogenea, uso antico coerente con una consultazione istituzionale prolungata. Interno in buono stato di leggibilità per un’opera giuridica e dottrinale dei primi decenni del XVII secolo.
La legatura è deliberatamente priva di titolo, così come il dorso, secondo una pratica frequente nelle biblioteche istituzionali ed ecclesiastiche dei primi decenni del XVII secolo. Il volume non era destinato a essere identificato visivamente su uno scaffale privato, ma riconosciuto per la sua collocazione all’interno di un corpus giuridico e teologico.
Questa assenza di iscrizione conferisce al volume un carattere quasi anonimo e impersonale: il libro non si afferma come opera d’autore, ma come strumento di lavoro e di autorità, integrato in un insieme di testi normativi destinati a inquadrare l’azione giudiziaria e dottrinale. La legatura, sobria e funzionale, privilegia la durabilità e l’uso collettivo rispetto a qualsiasi volontà di ostentazione.
Formato : in-folio
Dimensioni : ca. 37 × 25 cm
Dimensioni (pollici) : ca. 14.5" × 9.8"
Lingua : latino
Datazione : 1610
Legatura : legatura originale in pelle di vitello con nervature rilevate e riquadri dorati
