JEAN BODIN – LA DEMONOMANIA DEGLI STREGONI 1580 – Trattato sulla caccia alle streghe
JEAN BODIN – LA DEMONOMANIA DEGLI STREGONI 1580 – Trattato sulla caccia alle streghe
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Trattato fondamentale sulla caccia alle streghe
Manuale giuridico contro la stregoneria – Francia, XVI secolo
Stampato a Parigi nel 1580, De la Démonomanie des Sorciers di Jean Bodin appartiene alle opere più temibili di tutta la storia occidentale. Più che un libro, si tratta di un manifesto dottrinale e giudiziario che contribuì direttamente ad alimentare la paura del demonio e a giustificare la repressione violenta della stregoneria alla fine del Rinascimento.
Giurista influente e consigliere reale, Bodin non redige un trattato astratto. Forgia uno strumento intellettuale destinato a convincere giudici e magistrati della realtà del crimine di stregoneria. Lo stregone vi è definito come un nemico sociale e spirituale, colpevole di mantenere un patto volontario con potenze demoniache. Questa visione, sistematizzata con rigore, fornì un quadro legale alla persecuzione e alla condanna di migliaia di uomini e donne accusati di agire sotto l’influenza del diavolo.
L’opera esamina la natura dei demoni, i patti diabolici, i poteri attribuiti agli stregoni, i mezzi per identificarli e le procedure giudiziarie da applicare. Bodin difende senza ambiguità l’uso della tortura e delle esecuzioni esemplari. Per la sua autorità intellettuale e la sua diffusione europea, questo libro contribuì a creare un clima di terrore religioso e giudiziario le cui conseguenze furono tragiche.
Come il Malleus Maleficarum, spesso considerato il suo equivalente per i tribunali ecclesiastici, La Démonomanie des Sorciers divenne un riferimento maggiore per la giustizia civile. Contribuì a legittimare una violenza sistematica contro individui percepiti come agenti del male, in un’epoca in cui il demonio era ritenuto una presenza attiva e pericolosa.
Si può ritenere che decine di migliaia di persone furono giudicate, torturate o giustiziate in un clima intellettuale plasmato in parte da opere di questo tipo. Questo volume non è dunque soltanto una testimonianza di antiche credenze: è uno degli strumenti che contribuirono alla loro applicazione.
L’esemplare presentato conserva la traccia fisica di questa storia. Vecchio di quasi cinque secoli, porta i segni di un’esistenza lunga e movimentata. Le lacune, i ritagli e le alterazioni non devono essere intesi come semplici difetti, ma come le conseguenze naturali di un uso intensivo in un mondo in cui queste pagine potevano servire da riferimento concreto in questioni gravi.
Le numerose annotazioni manoscritte antiche ai margini testimoniano una lettura attiva, attenta e probabilmente utilitaria. Questo libro non è stato conservato in un gabinetto erudito: è stato aperto, consultato e manipolato nel corso delle generazioni. La legatura antica in pergamena color miele, profondamente patinata, evoca un oggetto portato, trasportato e utilizzato in contesti talvolta difficili.
Così segnato dal tempo, questo volume appare oggi come un sopravvissuto.
Sopravvissuto di un mondo ossessionato dalla presenza del demonio, sopravvissuto di un’epoca in cui le parole stampate potevano diventare formidabili armi intellettuali.
Stato e descrizione bibliofila
Edizione originale, Parigi, Jacques du Puys, 1580.
Pagina di titolo assente.
Volume incompleto con diverse lacune antiche: fogli mancanti in varie sezioni (l’opera dovrebbe comprendere circa 252 fogli).
Antichi ritagli e alterazioni interne.
Alcuni fogli macchiati.
Numerose annotazioni manoscritte antiche ai margini.
Antica legatura in pergamena color miele, fortemente patinata, con un’usura coerente con l’età (quasi 500 anni) e con un uso prolungato.
Lacci di chiusura in parte mancanti.
Volume manipolato ma ancora solido.
Formato : in-4
Dimensioni : ca. 23 × 18 cm
Size : ca. 9" × 7"
Lingua : francese
Datazione : 1580
Legatura : pergamena antica
De la Démonomanie des Sorciers è diviso in quattro libri distinti, che formano un vero sistema dottrinale destinato a definire, identificare e combattere la stregoneria.
Nel primo libro Jean Bodin si sforza di definire con precisione le nozioni di « strega » e di « stregoneria ». Propone una delle prime formulazioni giuridiche di questo crimine, che descrive come l’azione di chiunque cerchi consapevolmente, mediante mezzi diabolici, di compiere qualcosa. Espone inoltre una classificazione degli spiriti, distinguendo le potenze ritenute benevole da quelle considerate malevole, ed enumera le facoltà attribuite agli stregoni, in particolare i doni divinatori o profetici ottenuti mediante invocazione demoniaca.
Il secondo libro è dedicato alla magia. Bodin ne analizza le diverse forme — magia detta bianca o nera — e descrive pratiche come l’invocazione dei demoni o la conclusione di patti con essi. Affronta anche la licantropia, credenza secondo cui alcuni individui potevano trasformarsi in lupi mannari.
Il terzo libro esamina i mezzi per prevenire o contrastare l’azione presunta delle streghe. Evoca le protezioni spirituali, i rimedi rituali e gli esorcismi destinati a espellere gli spiriti considerati come possessori di una persona.
Infine, il quarto libro tratta del quadro giudiziario applicabile agli accusati di stregoneria. Bodin adotta una posizione particolarmente rigorosa, giustificando il ricorso alla tortura per ottenere confessioni e raccomandando pene capitali esemplari contro coloro che sono riconosciuti colpevoli.
