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DRAPPO FUNEBRE PER BARA – XIX secolo

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DRAPPO FUNEBRE PER BARA – XIX secolo

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ref: #RK00-897

Velluto nero e viola, ricami argentati e simbolismo memento mori

Francia o Europa meridionale, circa 1840–1880

Raro e notevole drappo funebre del XIX secolo, realizzato per accompagnare fisicamente il defunto durante le esequie solenni. Questo tipo di tessile liturgico — noto anche come drappo funebre — veniva posto sul feretro durante l’ultimo ufficio, conferendo all’oggetto una dimensione rituale, simbolica e memoriale di grande intensità.

Questo drappo funebre testimonia un lavoro tessile di grande qualità, caratteristico dei curati laboratori liturgici del XIX secolo.

È realizzato in velluto spesso nero e viola, accuratamente assemblato, con una caduta pesante e regolare che indica un oggetto concepito per un uso cerimoniale solenne. I ricami applicati, eseguiti a mano, presentano una composizione equilibrata e ben controllata, utilizzando fili chiari e argentati, associati a galloni e merletti di ottima fattura.

I cordoni di fissaggio e le finiture periferiche confermano una concezione funzionale, destinata a essere posta e mantenuta sopra una bara durante le funzioni funebri, e non come semplice tessuto decorativo.

La composizione centrale sviluppa un programma iconografico funerario coerente e colto, direttamente derivato dalla tradizione cristiana del memento mori.

Si distinguono in particolare:

  • una croce centrale, che afferma la vittoria di Cristo sulla morte e la speranza della resurrezione;

  • clessidre, simboli espliciti dello scorrere del tempo terreno e della finitezza umana, incorniciate da volute vegetali stilizzate, motivi ornamentali tradizionali che evocano continuità, rinascita e ordine divino;

  • urne funerarie, richiamo diretto alla morte corporale e al destino comune degli uomini;

  • motivi di lacrime, rami e corone, associati al lutto, alla penitenza, ma anche al trionfo spirituale e alla vita eterna.

L’associazione del nero, colore del lutto e della morte, e del viola, colore liturgico della penitenza e dell’attesa, rafforza la gravità e la profondità simbolica dell’insieme.

Questo drappo funebre veniva utilizzato durante funerali solenni, probabilmente nel contesto di una confraternita, di una cappella privata o per famiglie di rilievo. Questi tessili, spesso riutilizzati ma raramente conservati, sono in gran parte scomparsi, il che spiega la rarità di tali esemplari oggi, in particolare quando presentano un’iconografia così completa e leggibile.

A differenza dei paramenti d’altare, questo pezzo non era destinato a un’esposizione permanente, ma a un uso rituale diretto, a contatto con la bara del defunto.

Stato

Buono stato generale di conservazione, con usura antica coerente con un reale uso funerario.
Velluto ben conservato, ricami intatti, patina omogenea e autentica.
Da segnalare una piccola lacerazione nella fodera sul lato non visibile.

Interesse

Raro esempio di tessile funerario del XIX secolo, di grande qualità esecutiva e forte valore simbolico. Questo drappo funebre troverà naturalmente posto in una collezione esigente dedicata ai riti funerari, al memento mori o all’arte religiosa antica, così come in un contesto museale o in un gabinetto di curiosità selezionato.

Epoca : 1840–1880
Dimensioni : 240 × 170 cm
Size: 94" × 67"

Il memento mori

Il simbolismo sviluppato su questo drappo funebre si inserisce pienamente nella tradizione cristiana del memento mori, letteralmente «ricordati che morirai». Lontano dall’essere un semplice richiamo macabro, questo concetto rimanda a una meditazione spirituale sulla brevità dell’esistenza terrena e sulla necessità di prepararsi alla vita eterna.

Le clessidre raffigurate ricordano lo scorrere irreversibile del tempo umano, mentre le urne funerarie evocano la realtà della morte corporale. Questi motivi, associati alla croce, non esprimono una visione disperata della morte, ma una lettura teologica nella quale la finitezza dell’uomo trova il proprio senso nella speranza della resurrezione.

Nel contesto dei funerali cattolici del XIX secolo, questo linguaggio visivo invitava i vivi a una riflessione interiore: la morte del defunto diventava un silenzioso richiamo alla condizione umana e un invito alla conversione, alla preghiera e alla memoria. Così inteso, il memento mori supera la semplice iconografia funeraria per diventare un vero strumento di meditazione spirituale, inscritto nella stessa materia dell’oggetto.

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